Lung Cancer Europe accoglie con favore il rapporto dell’Organizzazione europea contro il cancro e sostiene il suo appello a una maggiore cooperazione europea per garantire che i progressi nella ricerca sul cancro si traducano in miglioramenti nell’assistenza sanitaria.
Si sono registrati progressi significativi nella ricerca sul cancro ai polmoni, ma l’accesso allo screening, ai test molecolari, alle sperimentazioni cliniche e alle nuove terapie rimane diseguale in Europa. Troppo spesso, il luogo in cui una persona vive determina il tipo di assistenza a cui ha diritto.
Affrontare queste disuguaglianze e garantire che i progressi della ricerca vadano a beneficio di tutte le persone colpite dal cancro ai polmoni sono elementi centrali dell’operato di Lung Cancer Europe.
Pubblicato l'8 ottobre, il nuovo rapporto dell'Organizzazione europea contro il cancro (ECO) chiede una maggiore rapidità nelle sperimentazioni cliniche, un migliore accesso alle nuove terapie e tecnologie e un coordinamento più stretto a livello europeo.
"Cogliere l'attimo: l'Europa come leader globale nella ricerca e nella cura del cancro " esamina come l'Europa possa sfruttare al meglio i propri punti di forza nella ricerca, migliorando al contempo l'assistenza oncologica in tutti i paesi.
Il rapporto di 44 pagine evidenzia diverse sfide particolarmente rilevanti per il cancro ai polmoni, tra cui i ritardi nell’introduzione dei programmi di screening, le disparità nell’accesso ai test molecolari e i lunghi tempi di attesa per i nuovi farmaci.
Screening del cancro ai polmoni: prove solide, progressi lenti
L'Europa ha svolto un ruolo di primo piano nel dimostrare i benefici dello screening del cancro ai polmoni.
Il rapporto mette in evidenza alcuni importanti studi europei, tra cui NELSON, MILD e LUSI, che hanno contribuito a fornire prove a sostegno dello screening TC a basse dosi.
Lo studio NELSON, condotto nei Paesi Bassi e in Belgio, ha rilevato una riduzione di circa il 24% dei decessi per cancro ai polmoni tra gli uomini a cui era stato offerto lo screening rispetto a quelli a cui non era stato offerto.
Nel 2022, il Consiglio dell’Unione europea ha raccomandato agli Stati membri di valutare l’introduzione graduale dello screening del cancro ai polmoni per le persone ad alto rischio.
Tuttavia, il nuovo rapporto avverte che lo screening organizzato rimane limitato in gran parte dell’Europa, nonostante le prove a sostegno di una diagnosi precoce.
Mette inoltre in evidenza SOLACE, un progetto europeo che riunisce organizzazioni provenienti da 15 paesi con l’obiettivo di contribuire a trasformare la ricerca sullo screening del cancro ai polmoni in programmi concreti.
Accesso diseguale ai test molecolari e alle terapie
I test molecolari consentono di individuare alterazioni nelle cellule tumorali che aiutano i medici a scegliere il trattamento più adeguato, comprese le terapie mirate per alcuni tipi di tumore al polmone.
Tuttavia, l’accesso a test genomici completi e alle competenze specialistiche varia notevolmente da un paese europeo all’altro.
Il rapporto rileva inoltre notevoli ritardi nell'accesso ai farmaci antitumorali di recente autorizzazione.
Secondo i dati riportati nel rapporto, il tempo medio trascorso tra l’autorizzazione dell’Agenzia europea per i medicinali e la disponibilità dei farmaci oncologici in tutta l’UE è stato di 655 giorni, ovvero quasi 22 mesi.
Questi dati riguardano i farmaci antitumorali in generale, piuttosto che i soli trattamenti contro il cancro ai polmoni, ma mettono in luce la sfida più ampia di garantire che i nuovi trattamenti raggiungano tempestivamente i pazienti.
Semplificare lo svolgimento delle sperimentazioni cliniche
Le sperimentazioni cliniche sono fondamentali per lo sviluppo e la valutazione di nuovi trattamenti contro il cancro. Inoltre, offrono alle persone l’opportunità di accedere alle terapie oggetto di studio.
Il rapporto chiede una riduzione dei ritardi amministrativi superflui, un miglior coordinamento tra i centri di ricerca e un maggiore sostegno alle sperimentazioni cliniche che coinvolgono più paesi europei.
Raccomanda inoltre di fare un uso più efficace dei dati sanitari per sostenere la ricerca e le decisioni relative alla cura del cancro, con adeguate misure di tutela.
Cosa raccomanda il rapporto?
L'Organizzazione europea contro il cancro esorta i responsabili politici dell'UE a:
Mantenere e rafforzare il Piano europeo per la lotta contro il cancro e la Missione dell’UE contro il cancro.
Elaborare una strategia europea specifica per la ricerca, lo sviluppo e l'attuazione nel campo della lotta contro il cancro.
Ridurre la burocrazia superflua e i ritardi nelle sperimentazioni cliniche.
Migliorare il coordinamento tra i sistemi europei di ricerca e di assistenza sanitaria.
Monitorare la rapidità con cui i nuovi trattamenti e le nuove tecnologie diventano disponibili e verificare se le persone possano accedervi.
Coinvolgere le associazioni dei pazienti come partner permanenti nella politica europea in materia di cancro.
Queste proposte mirano a sostenere il programma più ampio della Commissione europea in materia di competitività, che ha l’obiettivo di rafforzare l’economia, la ricerca e l’innovazione in Europa.
L’Organizzazione europea contro il cancro prevede di pubblicare un secondo rapporto nel 2027, in cui si analizzerà in che modo una prevenzione e una cura più efficaci del cancro possano contribuire anche al benessere economico e sociale dell’Europa in senso più ampio.
Fonte: Organizzazione europea contro il cancro, “Cogliere l’attimo: l’Europa come leader mondiale nella ricerca e nella cura del cancro”, 8 ottobre 2026.