Il Parlamento europeo sostiene misure più incisive a tutela dei lavoratori nell'ambito della prevenzione del cancro ai polmoni

Il Parlamento europeo ha approvato nuove norme volte a ridurre l'esposizione dei lavoratori alle sostanze cancerogene in tutta l'UE.

La votazione si è svolta il 6 ottobre 2026, con 499 eurodeputati a favore, 49 contrari e 104 astenuti. Si tratta dell’ultimo passo nell’aggiornamento delle norme dell’UE in materia di sostanze cancerogene, mutagene e che possono compromettere la riproduzione sul posto di lavoro.

C'è un dato che salta davvero all'occhio. La Commissione europea stima che tali misure potrebbero prevenire circa 1.700 casi di cancro ai polmoni nei prossimi 40 anni, oltre a circa 19.000 altre malattie professionali.

Si tratta di benefici futuri previsti, non di casi già evitati.

Questo rende la questione ben più di un semplice aggiornamento tecnico della normativa sul lavoro. Si tratta anche di una questione di prevenzione del cancro ai polmoni.

Cosa è cambiato?

Il testo normativo costituisce la sesta revisione della direttiva dell’UE sulle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione.

Le norme aggiornate introducono limiti di esposizione sul posto di lavoro nuovi o più rigorosi per sostanze quali il cobalto e i composti inorganici del cobalto, gli idrocarburi policiclici aromatici, l'1,4-diossano e l'isoprene.

Questi possono essere utilizzati in settori quali la produzione di batterie, la lavorazione dell’acciaio e dei metalli, l’industria chimica, l’industria tessile e la produzione di gomma.

Le norme includono inoltre in modo più chiaro alcuni fumi di saldatura nell'ambito di applicazione della direttiva e rafforzano i requisiti relativi ai dispositivi di protezione.

Per ulteriori informazioni sulle misure, si può consultare la sintesi del Parlamento europeo sulla sesta revisione.

La normativa non è ancora pienamente in vigore. Il Consiglio deve ancora completarne l'adozione formale. Gli Stati membri dovranno poi recepire tali disposizioni nel proprio diritto nazionale.

Quanto è diffusa l'esposizione ai fattori di rischio di cancro sul posto di lavoro in Europa?

Più grande di quanto molti possano immaginare.

L’indagine dell’EU-OSHA sull’esposizione dei lavoratori offre uno dei quadri più chiari mai tracciati finora sull’esposizione professionale ai fattori di rischio di cancro in Europa.

Dallo studio è emerso che 46,6 milioni di lavoratori sono stati probabilmente esposti ad almeno un fattore di rischio di cancro durante la loro settimana lavorativa più recente.

Probabilmente più di una persona su quattro è stata esposta ad almeno due di questi fattori.

Tra le esposizioni più comuni figuravano:

  • radiazione solare ultravioletta

  • gas di scarico dei motori diesel

  • benzene

  • silice cristallina respirabile

  • formaldeide.

L'indagine ha riguardato i lavoratori in Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria e Finlandia e ha coinvolto quasi 100 milioni di lavoratori.

Non tutte le persone esposte svilupperanno il cancro: l'esposizione e la malattia non sono la stessa cosa.

Ciò che emerge, invece, è quanto sia ancora diffusa l’esposizione sul posto di lavoro a fattori di rischio noti per il cancro.

Quali esposizioni sul posto di lavoro sono associate al cancro ai polmoni?

Non esiste un unico tipo di lavoro o settore collegato al cancro ai polmoni di origine professionale.

La scheda informativa del Codice europeo contro il cancro dedicata all’esposizione professionale elenca una serie di esposizioni sul posto di lavoro associate al cancro ai polmoni.

Tra questi figurano:

  • amianto

  • silice cristallina respirabile

  • fumi di saldatura

  • gas di scarico dei motori diesel

  • arsenico

  • cromo

  • nichel

  • cadmio

  • radon

  • idrocarburi policiclici aromatici.

Tali esposizioni possono verificarsi in diversi settori, tra cui l'edilizia, l'industria manifatturiera, l'estrazione mineraria, i trasporti e la gestione dei rifiuti.

Il livello di rischio dipende dalla sostanza, dalla quantità a cui si è esposti, dalla durata dell'esposizione e dalle misure di protezione adottate.

Perché il cancro ai polmoni rientra nel quadro dei tumori professionali

Il cancro correlato al lavoro rimane un grave problema sanitario in Europa.

L’EU-OSHA definisce il cancro professionale come la principale causa di decessi legati al lavoro nell’UE.

Il cancro ai polmoni rappresenta una parte importante di questo quadro.

Questo è uno dei motivi per cui le ultime modifiche introdotte dall’UE sono significative. È noto da molti anni che l’esposizione sul posto di lavoro può causare il cancro. Ciò che sta cambiando, però, è il modo in cui l’Europa misura tali esposizioni e il livello di rigore con cui alcune di esse vengono controllate.

L'UE dispone ora di informazioni molto più precise su dove si verificano le esposizioni, quali gruppi di lavoratori ne sono colpiti e dove la prevenzione potrebbe risultare carente.

Queste prove più attendibili possono ora contribuire a orientare le future misure di prevenzione e regolamentazione, affiancandosi alle prove scientifiche già utilizzate per stabilire i limiti di esposizione sul posto di lavoro.

Perché questo è così importante per la prevenzione del cancro ai polmoni

A volte si parla della prevenzione del cancro ai polmoni come se fosse una questione legata principalmente al comportamento individuale.

La questione è più ampia di così.

Le persone possono essere esposte ad agenti cancerogeni attraverso l'aria che respirano, i luoghi in cui vivono e il lavoro che svolgono.

Sul posto di lavoro, la riduzione dell’esposizione dipende spesso dai datori di lavoro, dalle autorità di regolamentazione e dai governi. Ciò può comportare la modifica dei processi industriali, il miglioramento della ventilazione, la riduzione dell’esposizione alla fonte o la fornitura di adeguati dispositivi di protezione individuale.

Ecco perché la sicurezza sul lavoro deve essere parte integrante del dibattito sulla prevenzione del cancro ai polmoni.

Le nuove norme non elimineranno tutti i rischi professionali di cancro ai polmoni. Esse riguardano sostanze e processi specifici, mentre altri rischi sono già disciplinati da normative distinte.

Ma il voto del 6 ottobre è importante perché avvicina l'adozione di un'altra serie di misure di tutela in tutta l'UE.

Prevenzione significa anche evitare l'esposizione

Ridurre l'incidenza del cancro ai polmoni significa guardare oltre un singolo fattore di rischio o un unico approccio alla prevenzione.

Lo screening e la diagnosi precoce sono fondamentali. Lo stesso vale per un’aria più pulita, luoghi di lavoro più sicuri e una migliore protezione dagli agenti cancerogeni noti.

Questo ultimo voto dell'UE ne è una parte.

Il prossimo passo è l’adozione formale, seguita dall’attuazione negli Stati membri. La vera prova sarà verificare se norme più severe porteranno a una riduzione dell’esposizione nei luoghi di lavoro in tutta Europa.

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