I risultati presentati al Congresso ESMO 2026 a Madrid rappresentano uno dei più grandi passi avanti degli ultimi anni nel trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC). La loro pubblicazione coincide con il lancio da parte di Lung Cancer Europe del suo nuovo rapporto su come si vive con l’SCLC in Europa.
DeLLphi-305: maggiore sopravvivenza nel carcinoma a piccole cellule (SCLC) in stadio esteso
Il 24 ottobre, il dottor Jacob Sands del Dana-Farber Cancer Institute ha presentato lo studio di fase 3 DeLLphi-305 in occasione del Simposio presidenziale del congresso. Lo studio ha coinvolto 563 pazienti affetti da carcinoma a piccole cellule (SCLC) in stadio esteso, il cui tumore non aveva mostrato segni di progressione dopo la chemioterapia di prima linea in combinazione con l’immunoterapia a base di durvalumab.
I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento di mantenimento con tarlatamab più durvalumab oppure al solo durvalumab. La sopravvivenza globale mediana è stata di 21,1 mesi con la combinazione, rispetto ai 12,7 mesi con il solo durvalumab: un rischio di morte inferiore del 58%.
I risultati sono stati pubblicati contemporaneamente sul *New England Journal of Medicine*. La sindrome da rilascio di citochine, un noto effetto collaterale del tarlatamab, ha colpito circa la metà dei pazienti trattati con la terapia combinata, per lo più in forma lieve o moderata.
Il parere degli esperti: un nuovo standard terapeutico per il carcinoma a piccole cellule (SCLC) in stadio esteso
Il dottor Antonio Calles, oncologo clinico presso l’Ospedale Generale Universitario Gregorio Marañón di Madrid, ha sintetizzato così la reazione emersa durante il congresso: «Si è scritto un nuovo capitolo nella terapia del SCLC».
Ha descritto DeLLphi-305 come un trattamento che stabilisce “un nuovo standard di cura nella terapia di mantenimento” per i pazienti affetti da SCLC in stadio esteso dopo chemioterapia e immunoterapia di prima linea.
Convivere con il carcinoma polmonare a piccole cellule in Europa: il nostro nuovo rapporto
In Europa, il tarlatamab è stato approvato a partire dal giugno 2026 per i pazienti affetti da SCLC in cui la malattia è progredita dopo la chemioterapia di prima linea. La combinazione testata nello studio DeLLphi-305 non è ancora stata approvata in Europa.
Trasformare risultati come questi in una vita più lunga e di migliore qualità dipende anche da ciò che accade al di fuori del trattamento. Il nostro nuovo rapporto, “Diagnosi rapida, sostegno frammentario: convivere con il carcinoma polmonare a piccole cellule in Europa”, si basa su un sondaggio condotto su 67 persone in tutta Europa e sulle riflessioni del nostro Comitato consultivo sul carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC).
Alla maggior parte degli intervistati è stata diagnosticata la malattia nel giro di pochi giorni o settimane, ma ciò che è seguito è stato piuttosto frammentario. Solo il 7,5% ha dichiarato che una sperimentazione clinica fosse tra le prime opzioni proposte, e quasi la metà (47,8%) non aveva usufruito di nessuna delle forme di sostegno elencate.
Come scrive la dottoressa Misty Shields, oncologa toracica e ricercatrice, nella prefazione del rapporto: «I progressi scientifici rivoluzionari hanno senso solo se le persone possono effettivamente beneficiarne».
Leggi il rapporto
Il rapporto formula raccomandazioni pratiche rivolte a medici, responsabili politici, sistemi sanitari, industria, operatori sanitari e associazioni di pazienti. Tali raccomandazioni spaziano dal sostegno offerto al momento della diagnosi a un dialogo tempestivo sulle sperimentazioni cliniche e a un accesso più equo alle cure in tutta Europa.
Fonti
Comunicato stampa del Dana-Farber diffuso tramite News-Medical, 26 ottobre 2026: struttura dello studio, 563 partecipanti, relatore, Simposio presidenziale, effetti collaterali
Comunicato stampa di AstraZeneca, 24 ottobre 2026: 21,1 contro 12,7 mesi, hazard ratio 0,42, pubblicazione sul NEJM
The Pharma Letter, 2 giugno 2026: approvazione europea del tarlatamab dopo la chemioterapia di prima linea